In una recente intervista rilasciata a Tgcom, Luciano Ligabue parla del nuovo album, “Arrivederci Mostro”, che sarà in tutti i negozi a partire dal prossimo 11 maggio e che è già stato anticipato dall’uscita del singolo “Un Colpo All’Anima”. Vediamo quali sono state le parole del cantante in merito alla sua ultima fatica discografica che, come ammette lui stesso, risulta essere un lavoro decisamente più maturo rispetto agli altri.
Nel tuo disco ci sono nuove sonorità, un rock molto americano. Volevi spiazzare? Mi sono affidato completamente a Corrado Rustici, che vive a San Francisco da anni. Alla fine avevamo a disposizione 30 brani, siamo entrati in studio con 20 e piano piano abbiamo messo su il disco. Corrado ha ‘spogliato’ i miei arrangiamenti dando una veste nuova alle mie canzoni. Sono molto soddisfatto del risultato anche se poi ho sempre potuto dire la mia.
Uno dei brani più pungenti è ‘Caro il mio Francesco’ in cui ti scagli contro un ‘cantante topo’. Chi è? Il mio disprezzo me lo tengo dentro, in fondo era solo uno sfogo che ho fatto al mio amico Guccini. Ma dico solo che ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Detto questo, il cantante ‘topo’ è quello che fa dichiarazioni sempre giuste e impeccabili, mostrandosi puro ma che poi si comporta male nel privato. Io non ho mai detto di essere puro ma i miei brani sono sempre stati ‘popolari’. Li potevano cantare l’avvocato e l’imbianchino. Il cantante topo, invece, è pieno di snobismo ed è pure spocchioso.
C’è una terribile storia di omicidio che racconti in “Quando mi vieni a prendere”, come è nata la canzone? Nel novembre 2008 la mia compagna ha avuto una interruzione di gravidanza, era al sesto mese di gravidanza. Una tragedia perché il bimbo stava praticamente per nascere. Poi è subentrata la rabbia personale e anche lo sconcerto perché dopo qualche settimana, vicino Bruxelles, un ragazzo di 20 anni si è travestito da pagliaccio entrando in una asilo e con un coltello ha ucciso una donna, due bambini e feriti altri dodici bimbi. Ho immaginato di essere uno dei bimbi che chiede scusa alla madre purché lo porti via da quell’uomo nero.
Fonte: www.tgcom.mediaset.it