E’ tramite le pagine della celebre rivista “Vanity Fair” che il cantante Gianluca Grignani torna a parlare della sua vita e di quello che è in realtà lontano dal palco. Dopo la pubblicazione della sua autobiografia “La mia storia tra le dita”, in cui ha raccontato particolari decisamente poco piacevoli della sua esistenza, Gianluca si confessa nuovamente e chiarisce ulteriormente alcuni passaggi del libro uscito qualche mese fa:
“Che ho fatto uso di droga l’ho ammesso, e che non ho mai spacciato è stato chiarito in tribunale. Quando mi hanno ritirato la patente, avevo bevuto qualche bicchiere in un locale di un mio amico: com’è successo a molti, sono stato fermato e mi hanno ritirato il documento. Non ho causato nessun incidente, ero fermo a un semaforo. E, di quando sono crollato sul palco, lo spiego nel libro: ero stanco e soprattuto reduce da un pestaggio “mafioso” nell’albergo in cui alloggiavo con la band. Il Joker è la parte mia che riesce a denunciare le molestie sessuali, che mi fa salire sul palco e cantare, che mi fa avere coraggio di fare cose belle, non le cazzate. Gianluca è quello a cui piacciono gli sport, le gite in montagna con i figli, Kafka e le poesie.”